giovedì 24 gennaio 2013

NEUROSIS... il suono dell'apocalisse!


NEUROSIS “Honor Found In Decay” (Neurot Recordings, 2012) - http://www.neurosis.com

Coerenza, professionalità, continuità qualitativa e ricerca sonora! Chi conosce i californiani Neurosis sa come queste parole possano rappresentare alla perfezione la loro carriera. Un miracolo musicale la cui line-up è rimasta invariata da più di vent’anni e che ha completamente cambiato buona parte della musica estrema, generando da zero un suono e influenzando un’intera generazione di nuovi gruppi venuti fuori dopo di loro.
Il suono dell’apocalisse… perché questo sono e sempre saranno i Neurosis. Un’apocalisse interiore che accompagna l’essere umano quando ogni principio morale e sociale viene meno, che viene descritta dalle note di ogni loro brano e che viene sbattuta in faccia senza troppi fronzoli, in maniera diretta, come nella migliore tradizione hard-core. I Neurosis sono e saranno sempre un gruppo al di fuori delle mode e del tempo, un’entità musicale che continuerà ad influenzare e ad emozionare chiunque riesca ad addentrarsi completamente nel loro sound. (http://www.impattosonoro.it/2012/12/11/recensioni/neurosis-honour-found-in-decay/)
A distanza di cinque anni da “Given to the Rising” (2007), i Neurosis sono tornati in studio per rilasciare “Honor Found In Decay”, decimo album della loro carriera, che recupera le sonorità più introspettive, vicine per affinità a quelle di “Times of Grace” del 1999. Ma com’è possibile mantenere l’onore in tempo di decadenza, quando tutto sembra crollare a pezzi e le persone mostrano il loro vero volto? Com’è possibile, in una America che sprofonda nella povertà e nel degrado, recuperare la forza e la dignità di un riscatto? È questo, in fondo, il senso di “Honor Found in Decay”. (http://www.distorsioni.net/canali/dischi/honor-found-in-decay)
Quella che si respira in quest ultimo lavoro è un’atmosfera generale che, per una volta, non è l’angoscia metafisica di una stella al collasso. Qui le stelle ci sono, eccome, e brillano meravigliose in una “storm of light” (in una tempesta di luce) tanto per parafrasare gli stessi Neurosis. L’altra tempesta, quella a base di fuoco e tuoni, è invece affidata all’impresa di demolizione Kelly & Roeder rispettivamente voce e batteria: sono loro i monarchi assoluti di “Honor Found In Decay”. Difficile, se non impossibile, batterli sul loro stesso campo. Scott Kelly riversa l’esperienza maturata tra progetti solisti e collaborazioni artistiche (coi Mastodon, tanto per dirne una) nel songwriting che caratterizza tutta l’opera, mentre le contaminazioni folk si fanno sentire con tanto di drumming da scossa tellurica, urla disumane e riffing cingolato…, tanto per essere chiari.
Alcuni li criticano dicendo: “Neurosis… sempre uguali a sé stessi”! Io risponderei: “E meno male”!!! (http://www.surfcorner.it/2013/01/11/neurosis-honor-found-in-decay/)
Prodotto, ancora una volta, da Steve Albini, il suono dei nostri appare meno spesso e più controllato, apparentemente, ma ancor più distruttivo e disturbante per la sua morsa cerebrale, straniante e multiforme.
Si può sicuramente perdonare qualche brano di mestiere, per il semplice fatto che quei tre-quattro capolavori presenti valgono, da soli, l'acquisto dell'album ad occhi chiusi ed anche perché sono ben poca cosa in una discografia votata all'eccellenza e a volte vicinissima alla perfezione. Magnifici ed inarrivabili, come sempre. (http://www.metallized.it/recensione.php?id=7923)
“RADI@zioni/N.R.G.” è un programma curato da Camillo Fasulo realizzato con la radi@ttiva collaborazione di Rino De Cesare, Angelo Olive, Mimmo Saponaro e Carmine Tateo, in onda tutti i lunedì tra le ore 22 e le 24 sull’emittente radiofonica “Ciccio Riccio” (www.ciccioriccio.it) di Brindisi.


sabato 19 gennaio 2013

THE DATSUNS: una gran botta di insano, divertente, caldo e pericoloso rock'n'roll!

THE DATSUNS “Death Rattle Boogie” (Hellsquad, 2012) - www.thedatsuns.com

Tracklist:
01. Gods Are Bored (ascolta: http://youtu.be/_VKiEDJ2T0Y)
02.
Gold Halo (ascolta: http://youtu.be/NVNLi91hDDw)
03. Axethrower (ascolta:
http://youtu.be/MUeW_aXo01U)
04.
Bullseye
05. Skull Full Of Bone
06. Shadow Looms Large
07. Wander The Night
08. Helping Hands
09. Hole In Your Head
10. Fools Gold
11. Goodbye Ghosts
12.
Colour Of The Moon (ascolta: http://youtu.be/e6gas2tE-i4)
13. Brain Tonic
(ascolta: http://youtu.be/9-VRroHY7-c)
14.
Death Of Me

Per salvare le sorti del rock dieci anni fa uscirono allo scoperto dal continente oceanico due band: Jet e The Datsuns. Tirando le somme tra le due band, chi ha centrato quel bersaglio sono proprio i The Datsuns. Le loro chitarre sono dei veri defribillatori per il rantolante signor Rock. Pulsioni primordiali e deflagrazioni rock and roll! Con il quinto disco la band neozelandese segna un graditissmo ritorno. Le quattrodici tracce di Death rattle boogie sono quattrodici dosi di pura adrenalina alimentata da un caricatore energetico infinito. (http://www.losthighways.it/2012/10/13/death-rattle-boogie-the-datsuns/)
I Datsuns non sono mai stati particolarmente amati dalla critica, che li ha sempre etichettati come l'ennesimo gruppo di hi-energy rock'n'roll buono solo a sparare rock a 1000 ottani senza aver la benché minima capacità di scrittura. Io, invece, li ho sempre adorati. Le loro canzoni e i loro album (tutti, tra alti e bassi) mi hanno sempre dato l'impressione di una band che si diverte e si eccita nello scrivere, suonare e produrre musica hard. Sensazioni che si sono sempre trasferite alle mie orecchie e al mio cuore, donandomi un piacere all'ascolto che poche band degli ultimi anni hanno saputo darmi.
Sarà che i Datsuns sono la condensazione di alcuni dei miei amori musicali più forti e duraturi di sempre. Nessuno, e sottolineo nessuno, è mai riuscito, a mio modesto parere, a mischiare Led Zeppelin, Stooges, Radio Birdman, AC/DC, MC5, Black Sabbath, Blues e psichedelia 60s in modo così convincente, riuscendo nella difficile arte di coniugare hard & garage rock'n'roll. Schifosi, sbruffoni e senza futuro… con una fiera attitudine stradaiola e da altezzosi hard-bluesmen da salotto.
Il loro rock'n'roll anfetaminico dal riffare quadrato e caldo torna, tale e quale, pur con le sfumature del caso, a violentarci le orecchie e a fenderci le guance con “Death Rattle Boogie”, il quinto album della loro carriera prodotto (in parte) da Nicke Andersson degli Hellacopters. Ed è sempre un gran bel sentire. Un divertimento continuo, un'eccitazione simile (credo) a quella indotta dall'anfetamina. Tra classici hi-energy rock'n'roll (fantastico quello di Gold Halo, con un riff impareggiabile), sporchi hard rock dall'epicità contagiosa (Axethrower) i riffoni macho di Gods Are Bored e i ruggiti hard-psych di Bullseye e Helping Hands, il disco scorre che è una bellezza. Fermandosi dalle parti del Delta del Mississipi a sciacquare i panni nel fango e ad affogare l'anima nel whiskey (Wander The Night, Fools Gold o Brain Tonic, con un bel feeling metal), nei deserti del Texas a far saltare tutti a suon di country rock'n'roll (Goodbye Ghosts) o nella Frisco dei 60s ad affondare il rock in tonnellate di acido lisergico (Colour of The Moon).
Il tutto è maledettamente ben riuscito, tra chitarre cariche di fuzz che si producono in sporchi e fangosi riff hard rock'n'roll figli di Page & Tek, sontuose slide hard-blues (Brain Tonic) che si sciolgono in assoli ricchi ma mai presuntuosi e una voce che riesce sempre a far la differenza, sensuale e riottosa come sa essere. Niente che non abbiano già detto (anche se forse stavolta i quattro neozelandesi hanno fatto un passino in avanti), niente che non si sia già suonato (i Datsuns non sono i rivoluzionari del rock che stavate aspettando) ma un insano album di rock'n'roll, divertente, caldo e pericoloso. Serve altro? (http://www.distorsioni.net/canali/dischi/death-rattle-boogie)
“RADI@zioni/N.R.G.” è un programma curato da Camillo Fasulo realizzato con la radi@ttiva collaborazione di Rino De Cesare, Angelo Olive, Mimmo Saponaro e Carmine Tateo, in onda tutti i lunedì tra le ore 22 e le 24 sull’emittente radiofonica “Ciccio Riccio” (www.ciccioriccio.it) di Brindisi.


martedì 8 gennaio 2013

MARCO "PENTI" PORCELLI: abbiamo ritrovato l’amico "immaginario" della vostra infanzia

PENTI “Isdiri Misti Sini” (Porp, 2012)


Tracklist:
01. nina (ascolta/guarda: http://www.youtube.com/watch?v=EZRcdhYK0ZY&feature=share&list=PLOfHShQzSsaGLl2srdBZvR7aGptkT5Pqi)
02. esta (ascolta/guarda: http://youtu.be/8cQUj2RjBfs)

03. tarm
04. bosk (ascolta/guarda: http://youtu.be/TC382F4UyQ4)
05. van
06. isdiri misti sini (ascolta/guarda: http://www.youtube.com/watch?v=mC0N90O3-ck&feature=share&list=PLOfHShQzSsaGLl2srdBZvR7aGptkT5Pqi) 
07. blar
08. jair
09. ium
10. gilert
11. traffi
12. across the sea (ascolta/guarda: http://www.youtube.com/watch?v=WZFhhFHeniw&feature=share&list=PLOfHShQzSsaGLl2srdBZvR7aGptkT5Pqi)

Adottate Penti come fosse l’amico immaginario della vostra infanzia, con cui (lo spero con tutto il cuore perché, al contrario, avreste perso una parte fondamentale della vostra vita per far accrescere fantasia e cognizione) parlavate, giocavate, creavate mondi, i vostri mondi dove i genitori, gli insegnanti, la società, non entravano. I vostri mondi… creati in una bolla della fantasia, in una parte infinitesimale del lobo sinistro del vostro cervello… L’amico immaginario che vi raccontava il mondo con il suo linguaggio, ve lo narrava con le sue immagini, con colori suoi che divenivano i vostri,… l’amico più forte del babau, della vita stessa, delle paure.
Adottate Penti e ne sarete orgogliosi, biecamente è gratuito sul suo sito (www.penti.it) ma una donazione lo aiuterebbe a produrre la sua seconda opera; non fatelo subito… ascoltate prima “Isdiri Misti Sini”, valuterete poi se questo artista pugliese meriti di continuare ad esistere.
Cinematico e sognatore (il titolo “Isdiri Misti Sini” è frutto del suo linguaggio inesistente, come il ‘vonlenska’ di Jonsi, l’amico immaginario che vive nella bolla nordica dei Sigur Ròs), è di questa forma di rock sinfonico e didascalico che si nutre anche il nostro Penti, vivendo sulle nuvole, correndo con esse, plettrando per esse… invitando coloro che volessero dare suono alle immagini create di utilizzarne la musica… perché in questo album le note sono colori, tessuti che svolazzano lievi nel vento, lacrime che rigano il volto asciugate dal vento che agita i tessuti.

“Ora vi auguro sogni felici,
Se sia ben vero che siamo amici,
E ad applauso tutti vi esorto,
Poiché ho promesso che ad ogni torto
A voi causato per inesperienza,
Gentile pubblico, faremo ammenda.”
(W. Shakespeare)


Libera trasposizione a cura di Camillo “RADI@zioni” Fasulo

“RADI@zioni/NRG” è un programma in onda tutti i lunedì tra le ore 22 e le 24 sull’emittente radiofonica “Ciccio Riccio” (www.ciccioriccio.it) di Brindisi.


giovedì 3 gennaio 2013

LENULA: uno stile raffinato e presente, che non risulta mai ostile o pretestuoso.

LENULA “Profumi d’epoca” (La Fabbrica / Pelagonia Music, 2012) - www.myspace.com/lenulaband

Tracklist:
01. Notte d’Inferno
02. All’Interno (ascolta: http://youtu.be/N_jxAi4zqVQ)
03. Dea dell’Amore (ascolta: http://youtu.be/_02_v2jeqnI)
04. Corsa al Mondo
05. Promessa
06. Il Naufragio (ascolta: http://youtu.be/EqNEepIP6YE)
07. Stato di Confusione
08. Fondo
09. Senza Tempo (ascolta: http://youtu.be/sk-EZsMTwkU)
10. Modellando la Notte
11- Profumi d’Epoca (ascolta: http://youtu.be/lItMI20BqEk)



Furiosa tempesta di sabbia, scintille e schizzi di incandescente veleno: queste sono le immagini che nella mente appaiono per prime iniziando l’ascolto di “Profumi d’epoca”, album d’esordio dei Lenula. La band pugliese, dopo l’apprezzato omonimo ep di quattro brani risalente al 2010, si ripropone al pubblico in una forma più completa e convincente, aprendo un variopinto e criptico ventaglio musicale.
Il disco inizia con tre brani uno conseguente all’altro, sia nello sviluppo musicale che nei testi: “Notte d’inferno” apre le porte di un mondo rock con forti rimandi alla musica degli anni ’70, “All’interno” precipita in un turbinio di deliri psichedelici, “La dea dell’amore” riemerge con furore sputando il veleno più dolce. Cambio di scena: “Corsa al mondo” fischietta spensierata e saltellante mentre “Promessa” canta lo spegnersi di una passione amorosa, e lo fa con pathos e il piglio cantautorale di un Capossela dalla voce più roca e colma di dolore. Orecchiabile e dalle sonorità vagamente balcaniche, “Il naufragio” puzza di vino riversato ovunque e di dispiaceri marcescenti, in contrapposizione alla seguente più fumosa e labirintica “Stato di confusione”. I cori ed i suoni circensi di “Fondo” ampliano l’immaginario grottesco e visionario del disco mentre “Senza tempo” riprende la più classica forma del brano rock. “Modellando la notte” raccoglie al meglio tutti gli elementi presenti in questo album e li unisce con un risultato coinvolgente e fluido: un brano di stampo cantautorale ma di forte impatto sonoro. Chiude il disco la sognante e straziante “Profumi d’epoca”, con sonorità splendidamente mediterranee.
L’esordio dei Lenula è convincente ed affascinante. Il suono della band appare sincero nonostante i rimandi a generi musicali tanto radicati come la musica tradizionale/popolare italiana, il cantautorato e il rock anni ’70 facilitino l’ascolto e un immediato riscontro positivo (ne è la prova il gran numero di band che orbitano in questo microcosmo). Indubbiamente la forza del trio pugliese si esprimerà al meglio nella presentazione live dei brani che ben si prestano a set infuocati e teatrali. Per chi ama l’odore della terra arsa dal sole che brucia il cuore e i ricordi dalla mente, “Profumi d’epoca” è un album decisamente consigliato.

A cura di Camillo “RADI@zioni” Fasulo

“RADI@zioni/NRG” è un programma in onda tutti i lunedì tra le ore 22 e le 24 sull’emittente radiofonica “Ciccio Riccio” (www.ciccioriccio.it) di Brindisi.


sabato 15 dicembre 2012

TAME IMPALA: dall'Australia, una band in ottima forma e in piena fase creativa

TAME IMPALA “Lonerism” (Modular / Audioglobe, 2012) – www.tameimpala.com

Tracklist:
01. Be above it (ascolta: http://youtu.be/49_f4lWOeFE)
02.
Endors toi (ascolta: http://youtu.be/y9fClMYLXdw)
03. Apocalypse dream (ascolta: http://youtu.be/KQH2Kq1QXaI)
04. Mind mischief (ascolta: http://youtu.be/m-APMhAkGys)
05. Music to walk home by
06. Why won't they talk to me?
07. Feels like we only go backwards (ascolta: http://youtu.be/wycjnCCgUes)
08. Keep on lying
09. Elephant (ascolta: http://youtu.be/LnKUD_OztRE)
10. She just won't believe me
11. Nothing that has happened so far has been anything we could control
12.
Sun's coming up

Dopo la rivelazione di “Innerspeaker”, che nel 2010 fece fare ai Tame Impala un balzo in avanti non da poco, ecco che a due anni di distanza, dopo un'attesa a tratti spasmodica, anticipata dal singolone “Elephant”, Kevin Parker e soci provano a fare l'ennesimo colpaccio con il nuovo “Lonerism”. Siamo sempre in casa Modular, siamo sempre sulle frequenze sessantiane à la Cream, come siamo sempre dalle parti di un guitar-pop psichedelico, espanso e fuzzoso. Prodotto da un grande dell'ambiente, quel David Fridmann legato ai nomi di Flaming Lips e Mercury Rev, “Lonerism” non cambia molto, in termini di sound, rispetto al precedente lavoro, né metterà alla prova gli affezionati con novità e stravolgimenti vari. Nonostante i riferimenti siano i soliti (dei Beatles in fase acida che duellano con i Cream – ascoltate a proposito “Mind Mischief”), l'attualità della proposta è garantita dalla freschezza pop con cui gli australiani affrontano la loro inesauribile verve psichedelica. Insomma, la parola chiave è contemporaneità.
Un lavoro che mette ottimismo e che lascia ben sperare sul futuro di una band che pare in ottima forma e in piena fase creativa. I Tame Impala non sono per niente fermi, si potrebbe dire piuttosto che stiano cercando di esaurire il potenziale liberato con lo scorso “Innerspeaker”, riuscendo, in alcuni casi, ad andare perfino oltre e in altri a mantenersi di poco sotto la precedente proposta. Non so voi, ma io continuo a tifare Tame Impala. (http://www.storiadellamusica.it/classic_rock-psichedelia-wave/psychedelic_rock/tame_impala-lonerism(modular-2012).html)
“Innerspeaker” era traducibile con “introspezione”, “guardarsi dentro”. “Lonerism” è invece un chiaro riferimento alla solitudine. Kevin Parker ha messo in piedi questo progetto per parlare di come si sente, di quello che vive e di come lo vive. Praticamente è una terapia ed è particolarmente interessante notare che il linguaggio scelto per farlo sia quello della psichedelia, probabilmente il genere più indicato per guidare l’esplorazione del “sé” interiore. Un’esplorazione colorata, lisergica, a tratti acida, scaturita dall’amore per band come i Cream e Jefferson Airplane, ma soprattutto dall’idolatria (assolutamente comprensibile, per non dire condivisibile) nei confronti dei Beatles più colorati: bastano quarantasei secondi di “Be above it” per rendersene pienamente conto. Tutto qui! Sui Tame Impala, dal punto di vista sonoro, c’è poco da aggiungere rispetto a quanto già detto in passato. “Lonerism” è semplicemente più grande, più maturo e più corposo. E, per quanto sempre estremamente derivativo, rappresenta la quintessenza del gruppo stesso. Questa volta “il viaggio” ha portato Parker a mettere insieme 12 ottime tracce che si fanno apprezzare per brillantezza, coesione e inventiva. Ascoltare “Lonerism” dall’inizio alla fine è quindi il modo migliore per poterlo apprezzare fino in fondo. Servono una cinquantina di minuti abbondanti, d'accordo, ma anche il tempo, dopo un po’, diventa una questione davvero relativa. È noto, infatti, che la bellezza di questo genere di musica risiede proprio nella capacità di farti perdere i sensi, spalancando contemporaneamente le porte della percezione. Questo era, e questo è! (http://www.rockol.it/recensione-5008/Tame-Impala-LONERISM)
Sia ben chiaro: gran parte di quello che troverete in quest’album è puro citazionismo, poi c’è chi lo sa fare meglio o chi non lo sa fare affatto. I Tame Impala conoscono bene il mestiere e hanno saputo rielaborare quel rock psichedelico di cui sopra per farne un buon album compatto. Chi è stanco di sentir parlare a sproposito di psichedelia ogni volta che un gruppo rock si diverte a riproporne i canoni, troverà pane per i suoi denti. (http://www.lindiependente.it/recensioni/tame-impala-lonerism/11211/)
“RADI@zioni” è un programma in onda tutti i lunedì e venerdì tra le ore 22 e le 24 sull’emittente radiofonica “Ciccio Riccio” (www.ciccioriccio.it) di Brindisi.



GRAVEYARD: hard rock, blues, stoner e psichedelia... Una ricetta classica, quasi infallibile!

RADI@zioni / Disco Hot N° 25:
GRAVEYARD “Lights Out” (2012)

… Arrivano dalla Svezia. Sono alla loro terza uscita con un lavoro che non si distanzia dagli album precedenti. Propongono un hard rock con forti venature blues, stoner e psichedeliche… Una ricetta classica, quasi infallibile…
… Disco vario e divertente, diciamo con scarsa originalità, con poche innovazioni ma la qualità delle canzoni presentate è di una validità sconcertante. Un disco suonato da quattro hippies fuori tempo massimo, tanto da essere in grado di dettare le regole ai tanti giovani che si avvicinano al genere.
… “Lights Out” ha sonorità perfette per muoversi al ritmo del rock’n’roll in un piccolo club, magari con una buona birra a portata di mano… Solo 35 minuti di vero sound graffiante! Disco di consacrazione per gli svedesi Graveyard!
(Carmine Tateo)

Tracce consigliate:
AN INDUSTRY OF MURDER (ascolta: http://youtu.be/B5dO17rULEg)
SLOW MOTION COUNTDOWN (ascolta: http://youtu.be/fTG1r_rREkg)
THE SUITS, THE LAW & THE UNIFORM (ascolta: http://youtu.be/US80kcUhV4I)


sabato 8 dicembre 2012

KAMELOT: un’ottima ripartenza dopo lo shock dell'addio di Roy Khan!


KAMELOT “Silverthorn” (SPV/Steamhammer, 2012) – www.kamelot.com

Tracklist:
01. Manus Dei
02. Sacrimony (Angel of Afterlife) (ascolta: http://youtu.be/LvWT-7l6vJU)

03. Ashes To Ashes
04.
Torn (ascolta: http://youtu.be/SGJ8XE9euPU)
05. Song For Jolee (ascolta: http://youtu.be/HsFNAda4Pcw)
06. Veritas (ascolta: http://youtu.be/ntK72VmtwFI)

07. My Confession
08. Silverthorn
09. Falling Like The Fahrenheit
10. Solitaire
11. Prodigal Son
12. Continuum

Sicuramente la curiosità suscitata dalla decima uscita dei Kamelot, era molto alta. L’abbandono, alquanto inaspettato, dell’ex singer Roy Khan, vera figura iconica della band, rappresentava infatti un forte punto di incertezza sul futuro dei Nostri. “Silverthorn” si presenta come un’opera che riabbraccia il passato, mantiene i contatti con la storia recente del gruppo, e ci presenta al contempo delle lievi modifiche al songwriting, adesso più tendente a soluzioni complesse, oscure ma sempre eleganti. Un ritorno che vede in definitiva i Kamelot a testa alta, e non piegati sotto il peso dell’assenza di una figura così ingombrante come quella di Roy Khan (http://metalitalia.com/album/kamelot-silverthorn).
I Kamelot, con “Silverthorn”, decidono di affidarsi nuovamente ad un concept, esperimento non nuovo per la band della Florida (basti ricordare il bellissimo “The Black Halo” del 2005). Tra i maggiori esponenti del power symphonic metal, hanno in passato offerto prove davvero degne di attenzione ed in qualche caso esaltanti. Personalmente, li reputo tra i gruppi più importanti del genere per le qualità espresse e soprattutto per la rara capacità di riuscire a non annoiare pur mantenendosi fedeli al loro genere. Il combo, tutt’ora capitanato dal chitarrista Thomas Youngblood, è riuscito nel tempo a superare alcune defezioni e cambiamenti di formazione, rispondendo sempre con dischi di ottimo livello. Non fa eccezione neppure quest’ultima uscita che registra l’abbandono del cantante norvegese Roy Khan al cui posto oggi si trova Tommy Karevik, giovane singer svedese. Il cambiamento pare sia avvenuto nel migliore dei modi. Da ciò che si evince, Karevik mostra doti importanti e denota da subito buona personalità. Dunque non c’è molto da aggiungere proprio perché di innovativo all’interno del progetto c’è davvero poco ma, paradossalmente, questa è proprio la sua forza (http://agesofrock.wordpress.com/2012/10/24/kamelot-silverthorn-2012/).
I Kamelot ripartono praticamente da dove li avevamo lasciati. Il precedente album da studio, “Poetry for the poisoned”, risale al 2010. Il loro sound denso di elementi sinfonici e sfumature gotiche è ancora del tutto intatto, e si arricchisce solo qua e là di quelle influenze progressive e melodiche probabilmente portate dal nuovo arrivato, e per questo piuttosto simili ad alcuni passaggi della sua precedente band, i Seventh Wonder. Detto questo, il nuovo cantante (ma già lo sapevamo!) è un vero talento e riesce con estrema maestria a non far rimpiangere più di tanto il suo predecessore. Thomas Youngblood come sempre macìna riff di chitarra con precisione e originalità, combinando l'aggressività e rapidità del power metal con lo spirito più attento ai suoni e alla melodia del genere sinfonico, mentre Oliver Palotai, alle tastiere, dà sfumature importanti ai differenti brani affiancandosi al basso di Sean Tibbetts e alla batteria di Casey Grillo. Niente da dire sulla produzione e sul songwriting di questo concept album, entrambi maiuscoli, ma se si vuole trovare una pecca a questo disco, ecco, occorre ammettere che la band ha osato poco, rimanendo troppo ancorata al suo stile piuttosto che virare verso i nuovi orizzonti che uno spirito talentuoso e musicalmente irrequieto come quello di Karevik potevano fornire. In parole povere: un’ottima ripartenza dopo lo shock dell'addio di Khan! Il plot è ambientato nell’800 intorno alla vicenda di una ragazza (Jolee) che muore tra le braccia dei suoi fratelli gemelli. Appartiene ad una famiglia benestante protagonista di eventi drammatici riconducibili a tradimenti e segreti. Sono presenti anche ospiti di rilievo come Elize Ryd, voce degli Amaranthe, il tastierista e dj produttore Miro, la mezzosoprano Amanda Somerville ed il nostro Luca Turilli dei Rhapsody. (http://www.rock-metal-essence.com/2012/10/kamelot-silverthorn-recensione.html)
Se siete fans dei Kamelot, state ben tranquilli, questo è un disco di alto livello… ed anche se non lo siete, “Silverthorn” potrebbe essere comunque un buon punto di partenza per avvicinarsi a questa magnifica band!
“RADI@zioni” è un programma curato da Camillo Fasulo, Marco Greco, Antonio Marra e Angelo De Luca, realizzato con la radi@ttiva collaborazione di Rino De Cesare, Angelo Olive, Mimmo Saponaro e Carmine Tateo, in onda tutti i lunedì e venerdì tra le ore 22 e le 24 sull’emittente radiofonica “Ciccio Riccio” (www.ciccioriccio.it) di Brindisi.


JEFF THE BROTHERHOOD: JEFF THE BROTHERHOOD... un colpo dalle prospettive ambiziose!


RADI@zioni / Disco Hot N° 24:
JEFF THE BROTHERHOOD “Hypnotic Nights” (2012)
Ci sono canzoni che già fin dal primo ascolto ti entrano in testa e non le dimentichi facilmente… ma non è il caso di “Hypnotic Nights”, il nuovo album di Jeff The Brotherhood…
Perché??? Perché “Hypnotic Nights” è disco facile ma allo stesso tempo difficile da assimilare. Ha bisogno di più ascolti per fare centro! Potremmo definirlo “grunge” per via delle chitarre grattugiate e per l’enfasi vocale un po’ stridula, ma anche pop o alternative-pop per i ritornelli mai scontati.
Un po’ “retrò”, un po’ “modern”, la band inglese piazza un colpo dalle prospettive ambiziose. Occorre solo aspettare il prossimo lavoro per decidere se ci sono o ci fanno…
(Carmine Tateo)
Tracce consigliate:


sabato 1 dicembre 2012

THE NOMADS: Lezioni di puro rock'n'roll!

THE NOMADS “Solna” (Devils Jukebox Records, 2012) – www.thenomads.se

Tracklist:
01 – Miles Away (ascolta: http://youtu.be/c_86mxxg5Wk)
02 – Hangman’s Walk (ascolta: http://youtu.be/FOKA6CUBGFk)
03 – The Bad Times Will Do Me Good (ascolta: http://youtu.be/xvjNOLZRh0E)
04 – You Won’t Break My Heart
05 – Can’t Go Back (ascolta: http://youtu.be/5zOixza-24g)
06 – 20.000 Miles
07 – American Slang
08 – Make Up My Mind
09 – Trying Too Hard
10 – Up, Down Or Sideways (ascolta: http://youtu.be/JTcojTQs5Gg)
11 – The Bells

A più di trent’anni dall’esordio (nel loro primo periodo suonavano covers di oscuri brani garage anche difficili da riconoscere) e ad una dozzina dall’ultimo lavoro in studio, tornano i padri del garage rock scandinavo, The Nomads, che negli anni successivi alla loro affermazione troveranno anche degni eredi in formazioni quali, ad esempio, Hellacopters, Gluecifer e un po’ anche The Hives, come anche estimatori in gentaglia del calibro di Ross The Boss e Handsome Dick Manitoba dei proto-metallari americani Dictators e Chris Bailey dei punkettoni australiani The Saints, giusto per sottolineare ancora una volta l’influenza e l’enorme importanza esercitata su intere generazioni di rockers brutti, sporchi e cattivi, proprio come loro! Un ritorno quasi a sorpresa, quindi, per questo immarcescibile combo di Stoccolma, dal sobborgo di Solna per la precisione, da cui prende il titolo anche il loro nuovo album. “Solna” è stato pubblicato nella scorsa primavera, per la verità, ma mi è sembrato doveroso poterlo recuperare per sottoporlo all’attenzione di chi se lo fosse lasciato colpevolmente sfuggire. (http://www.nerdsattack.net/?p=37086)
Eccolo qua il nuovo album degli immortali Nomads! “Solna” è il suo titolo! Un signor disco, un album che si inserisce perfettamente nella discografia dei nostri, mostrando i denti con raffiche di rock'n'roll punk (Miles Away), ruvidi hard garage rock dilaniati dal fuzz (Hangman's Walk), e aprendo l'anima con ballatone garage-psych (The Bad Times Will Do Me Good). Se non vi basta, fatevi stendere dal pop-punk della ramonesiana “American Slang”, rilassatevi con il garage pop di estrazione 60s di “Make Up My Mind” e fatevi trasportare dai riffoni hard di “Up, Down Or Sideways”. Ci sono anche pezzi meno riusciti e più stanchi (“You Won't Break My Heart”, “20.000 Miles”), ma provate voi a fare un album così con più di trent'anni di carriera sul groppone! (http://loudnotes.blogspot.it/2012/10/the-nomads-solna-devils-jukebox-records.html)
The Nomads: autentici sopravvissuti a tutto, ma proprio tutto il rock’n’roll ma hanno ancora un passo da primi della classe, e scusate se è poco! La sfiga dei Nomads è che nessuno ha creduto in loro fino in fondo, altrimenti oggi farebbero sfoggio della loro “classicità” dall’alto dell’Olimpo degli dei del rock. Godiamoci “Solna”, allora, e ringraziamo il cielo perché The Nomads non hanno ancora mollato. Non puoi aspettarti altro da gente come loro, perché puoi anche avere il miglior manager del mondo, ma se non hai talento… prima o poi cambi mestiere… e i Nomads dopo trent’anni di battaglie sono ancora qui a tenere lezioni di puro rock’n’roll… vorrà pur dire qualcosa, no? (Mario Ruggeri – cit. da “Rumore” #246-247/Agosto 2012)


“RADI@zioni” è un programma curato da Camillo Fasulo, Marco Greco, Antonio Marra e Angelo De Luca, realizzato con la radi@ttiva collaborazione di Rino De Cesare, Angelo Olive, Mimmo Saponaro e Carmine Tateo, in onda tutti i lunedì e venerdì tra le ore 22 e le 24 sull’emittente radiofonica “Ciccio Riccio” (www.ciccioriccio.it) di Brindisi.


GRAVELROAD: Una "nuova" ondata di "vecchio" blues

RADI@zioni / Disco Hot N° 23:
GRAVELROAD “Psychedelta” (2012)
Può capitare che ogni tanto si torni indietro nel tempo, o almeno così pare… Ogni tanto si sente il bisogno di andare a riscoprire le radici della musica che oggi più amiamo…
Per chi ama il blues, profondamente, questo è un disco di puro blues… questo è un vero gruppo blues! La band è di Seattle, città che nel corso degli anni ci ha consegnato storiche pagine musicali, tracce indelebili per la storia della musica che più amiamo. Beh, forse è un po’ troppo presto per inserire i Gravelroad tra i grandi del rock, ma questa band è, seriamente, innamorata persa di quello che fa. Dopo il loro primo lavoro,uscito nel 2008, quest’anno hanno realizzato “Psychedelta”, qualitativamente sullo stesso livello del precedente. Sound duro e turgido che ripropone “vecchie” sonorità blues e… non aggiungerei altro… parla la musica dei Gravelroad…
(Carmine Tateo)

Tracce consigliate:
NOBODY GETS ME DOWN (http://youtu.be/32wydKDqCdU)
KEEP ON MOVIN’ (http://youtu.be/rlTIHKFifOY)


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