giovedì 29 aprile 2010

JOHN GRANT: splendido debutto da solista!

John Grant “Queen Of Denmark” (Bella Union, 2010)
www.myspace.com/johnwilliamgrant

Tracklist:
TC and Honeybear
I Wanna Go To Marz
Where Dreams Go To Die
Sigourney Weaver
Chicken Bones
Silver Platter Club
It's Easier
Outer Space
Jesus Hates Faggots
Caramel
Leopard and Lamb
Queen of Denmark

È ufficiale: tornano gli anni ’70! Già, ma quali? Quelli tra Gilbert O’ Sullivan ed Elton John, tra i Supertramp e le cose più acustiche dei King Crimson od anche dei Genesis, spruzzate qua e là con la semplicità di una ballad degli Eagles. John Grant, americano 35enne, forse inconsapevolmente, ne è il portabandiera con un brillantissimo esordio, “Queen of Denmark”, ampiamente lodato dalla critica musicale internazionale. La sua incarnazione precedente portava il nome di Czars, bella meteora nel panorama rock indipendente, ma assai meno fruibile per via della sua cupezza. Il baritono di Grant per suo conto, anzi, è qui più confidenziale, più crooner, più soft-rock. Ci sussurra direttamente all'orecchio i propri drammi esistenziali di ex ragazzino omosessuale ghettizzato nella più trivia provincia americana, i suoi istinti di suicidio e le sue dipendenze di adulto. (Silvia Boschero, L’Unità)

Per farlo si avvale della preziosa collaborazione dei compagni d’etichetta Midlake che hanno partecipato generosamente alla registrazione e all’arrangiamento dei pezzi. Il dato è significativo poiché “Queen of Denmark” è stato registrato nello stesso periodo in cui vedeva la luce l’ultimo e bellissimo “The Courage of Others” proprio degli stessi Midlake, già nostro “disco della settimana” non più di un mese fa. Non solo, la leggenda vuole che le registrazioni dell’ultimo album della band texana abbiano subito notevoli ritardi proprio a causa dell’entusiasmo che questa stava mettendo nel lavoro di John Grant. Che ne sia valsa la pena poi, appare evidente sin dal primo ascolto: il risultato è superlativo! (www.indie-eye.it)

Grant ed i Midlake riservano a ognuno dei brani contenuti in "Queen Of Denmark" le stesse cure ed attenzioni che un padre, finalmente benestante, dedicherebbe a quei figli tanto amati ma tenuti troppo a lungo in ristrettezze. E così gli abiti di cui tutte le canzoni vengono rivestite, sono sfarzosi, eleganti, cuciti con perizia e nessun dettaglio è trascurato: dall'incantevole piano, che in alcuni brani punta diritto al cuore, al flauto che punteggia i passaggi più sognanti, dai synth vintage che conferiscono a tutto il lavoro, insieme al riverbero delle voci e alla loro continua sovrapposizione, un mood manifestamente anni ’70, al dolce e delicato violino che spesso addolcisce e riscalda l'atmosfera, e tutto questo accade senza che si precipiti in atmosfere stucchevoli o kitsch e senza far perdere la coerenza tra i vari episodi dell’album. Uno dei maggiori pregi di "Queen Of Denmark", tuttavia, è la capacità che Grant mostra nel saper cambiare più volte registro alternando a canzoni malinconiche e accorate, brani più solari e vivaci, e nel saper creare proprio quell'equilibrio che era mancato nei lavori dei Czars. Facile sarebbe stato cadere nel cliché, costruire un album intero su languide ballate strappalacrime e sfruttare, quale esclusivo fil rouge, la discesa agli inferi che ha caratterizzato la sua vita in anni recenti. Ma, fortunatamente, l'artista americano rifugge dai triti stilemi del genere e riesce a regalare un lavoro sincero ed appassionato, dove non c'è spazio per l'autocommiserazione o per la disperazione. Un album che sembra più vicino alla redenzione che alla definitiva caduta. (www.ondarock.it) (Rino De Cesare)

a cura di: Camillo “RADI@zioni” Fasulo

“RADI@zioni” è un programma curato da Camillo Fasulo, Marco Greco, Antonio Marra e Angelo De Luca, con la radio-attiva collaborazione di Rino De Cesare, Fernando Falcolini, Angelo Olive e Carmine Tateo, in onda tutti i lunedì e venerdì tra le ore 22 e le 24 sull’emittente radiofonica CiccioRiccio.it di Brindisi.

HEIKE HAS THE GIGGLES: ecco l'atteso album di debutto!


HEIKE HAS THE GIGGLES – “Sh!” (Goodfellas/Promorama, 2010)

Come è successo per tanti altri gruppi anche per HEIKE HAS THE GIGGLES è stato fondamentale il web per la diffusione della loro proposta, infatti è tutto un gran parlarne on line… e non solo!
Trio di teenagers col rock nel sangue e, badate bene, sono ITALIANI, (cosa che dal loro sound non si direbbe). Un concentrato di energia ribelle ed impulsività dirompente, il tutto sorretto da una frontgirl (Emanuela Drei) giovane e sfacciata al punto giusto.
Si nota, naturalmente, qualche piccola sbavatura, vista anche la giovane età del trio (soprattutto nella scrittura), che rischia di fare emergere una latente monotonia di fondo ma questo glielo si può perdonare. Scanzonata e spigolosa la band sforna canzoni che fanno schizzare la platea sotto il palco e rendono i loro concerti molto coinvolgenti!

(Carmine Tateo)

venerdì 23 aprile 2010

CHAIN & THE GANG, torna di moda la New York degli anni '70?

CHAIN AND THE GANG – “Down with liberty… up with the chains” (K Records/Goodfellas, 2009)

Diciamo subito che la band in questione è retta praticamente dal solo Ian Svenonius, leader indiscusso e cantante tutto-fare,… tutto il resto è relativo!… Ritmiche pulsanti e musica in stile New York anni ’70… In questo lavoro, realizzato con una buona dose di sfacciataggine e senza rimorso alcuno, c’è tutto quello che occorre per catturare l’orecchio di chi ascolta. Incoerente, anche nella successione dei brani, il cd scivola comunque senza grandi sbalzi ma inchioda all’ascolto, proprio perché propone canzoni semplici e poco impegnative. Rimane soltanto un dubbio: saprà Ian Svenonius continuare per questo percorso, o Chain And The Gang spariranno come tante altre meteore della musica rock? Con un personaggio così eccentrico al timone nulla può esser considerato certo, neppure il futuro di questo progetto, per quanto roseo possa apparire…

(Carmine Tateo)

giovedì 22 aprile 2010

BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB: in equilibrio tra garage rock e psichedelia... in punta di piedi

BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB “Beat The Devil's Tattoo”
(Abstract Dragon/ Vagrant/ Cooperative, 2010)
www.blackrebelmotorcycleclub.com,

Tracklist:
Beat the Devil's tattoo
Conscience killer
Bad Blood
War machine
Sweet feeling
Evol
Mama taught me better
River styx
The toll
Aya
Shadow's keeper
Long way down
Half-state

Dalla migliore tradizione psichedelica di San Francisco, ecco il ritorno di una delle più potenti e travolgenti bands in circolazione. Questo disco è stato preceduto dal loro primo album live ufficiale intitolato semplicemente “Live”. Il CD dal vivo contiene quattordici tracce, mentre il DVD (che è stato girato prevalentemente in bianco e nero, nel tipico stile della band) propone un dietro le quinte dei concerti e il “making of” di “Howl”, il loro disco del 2005. (indie-rock.it)

Ma dimenticate il pop! Dimenticate l’elettronica! Questo è solo rock and roll! E non cercate ritornelli facili o melodie accattivanti in Beat the Devil’s Tattoo”. I BRMC hanno deciso di spingere con decisione sull’acceleratore. Questo è forse l’album più cupo e distorto che il gruppo abbia mai fatto ed è una sintesi perfetta delle due anime della band: quella rock psichedelica degli esordi e quella acustica di Howl”, un viaggio nel cuore profondo della musica rock americana. Un percorso che parte con l’ipnotico stomp semiacustico della titletrack, e si conclude con la lunghissima ed iper-distorta “Half State”. Nel mezzo c’è tutto quello che Peter Hayes e Robert Levon Been – per la prima volta affiancati dalla nuova batterista Leah Shapiro – sanno fare, né più e né meno: rock viscerale, quasi garage, intriso di folk e blues. Musica sicuramente per cultori del genere, ma suonata con il cuore e la rabbia di chi questi suoni li sente nelle ossa. (musikarma.wordpress.com)

Con i loro giubbotti in pelle nera e l’aria vissuta – anche se in realtà all’epoca erano poco più che ventenni – i BRMC s’inserirono perfettamente nel revivalismo garage/rock’n’roll dei primi anni Zero, perfettamente a loro agio fra Strokes e White Stripes. Quello che però li distingueva da molti altri gruppi simili, e che rappresentava la loro peculiarità, era l’elemento shoegaze di chiara impronta Jesus And Mary Chain, il quale riuscì a dare un tocco di freschezza all’eponimo debut album (2001) ed al successivo “Take Them On, On Your Own” (2003). Eppure, quello che arrivò dopo spiazzò tutti: “Howl” (2005) era opera semiacustica, intrisa di folk, country, gospel e american roots music; un disco splendido, ma non tutti capirono ed accettarono la svolta. E allora il trio decise di tornare sui suoi passi con “Baby 81” (2007), pubblicazione più elettrica e rock, ma tutto sommato deludente. Poi arrivò l’orrido pastrocchio strumentale di “The Effects Of 333”, ambient, noise & drone fatto da musicisti che, si percepì chiaramente, si muovevano maldestramente in un territorio che non era il loro, ma nessuno lo capì, anche perché non c’era nulla da capire. Sembrava di aver a che fare con una band in spaventosa crisi d’idee, forse finita o quasi. Invece “Beat The Devil’s Tattoo” convince nel giro di pochi ascolti e vede il trio alla riscossa. In questo senso “Beat The Devil’s Tattoo” è una bella collezione di canzoni, suonate con convinzione e attitudine giusta e, tra l’altro, risulta anche esser la loro creazione più matura, poiché è abile nel mantenere l’equilibrio fra le due anime dei BRMC, quella garage rock e quella acustica. Vera musica da bikers, che rende giustizia alla ragione sociale del complesso. Certo il vero garage, quello più basilare e sanguigno, è un’altra cosa, e i puristi continueranno a preferire, fra i contemporanei, gente come Lords Of Altamont e simili. Tuttavia “Beat The Devil’s Tattoo” rimane un ottimo disco rock a tutto tondo, che dimostra la sostanza dei BRMC, musicisti reali e non semplici fenomeni legati ad una moda passeggera. (outune.net)

a cura di: Camillo “RADI@zioni” Fasulo

“RADI@zioni” è un programma curato da Camillo Fasulo, Marco Greco, Antonio Marra e Angelo De Luca, con la radio-attiva collaborazione di Rino De Cesare, Fernando Falcolini, Angelo Olive e Carmine Tateo, in onda tutti i lunedì e venerdì tra le ore 22 e le 24 sull’emittente radiofonica Ciccio Riccio di Brindisiwww.ciccioriccio.it.

giovedì 15 aprile 2010

VIRGINIANA MILLER - talento cantautorale ironico e visionario

Virginiana Miller “Il Primo Lunedì Del Mondo” (Zahr Records / Edel, 2010)
www.myspace.com/virginianamiller

Tracklist:
Frequent Flyer
Lunedì
Acque Sicure
La Risposta
L’Angelo Necessari
L’Inferno Sono Gli Altri
Oggetto Piccolo (a)
Cruciverba
Il Presidente
La Carezza Del Papa
È La Pioggia Che Va

Di dischi come questo se ne sfornano uno ogni due o tre anni (quando va bene!). I livornesi Virginiana Miller ce ne hanno messi quattro per dare un seguito al piacevole, eppur carente, “Fuochi fatui d’artificio”, ma a quei tempi era difficile equiparare lo splendore di un disco come “La verità sul tennis”, la loro opera-manifesto, tanto memorabile quanto sottovalutata. Con “Il primo lunedì del mondo” ci troviamo di fronte ad un’opera solida fin dalle fondamenta, pensata e curata nell’eleganza di ogni dettaglio, nel suo perfetto equilibrio lirico-compositivo, nel sapiente dosaggio di suoni e accenti, nei mille microclimi dipinti a tocchi piccoli e netti in tinte ora tenui e umbratili ora accese e decise, un nuovo caleidoscopico viaggio tra tutte le sfumature del quotidiano sapientemente tratteggiate dall’occhio attento e sognatore di Simone Lenzi. I VM con questo quinto album in studio confermano (se ancora ce ne fosse bisogno) il loro talento cantautorale ironico e visionario e si consacrano come pietra angolare del panorama nostrano. (www.storiadellamusica.it)

Chi li conosce a fondo e – quindi – li segue con devozione non resterà deluso. In questo disco ci sono tutti gli elementi che hanno reso i VM una delle band più significative della musica italiana, forse IL gruppo di culto per eccellenza. C’è un suono ormai diventato classico, una voce espressiva e ci sono le parole. Perché i VM sono soprattutto parole. E non è un caso che questo termine ritorni più volte nel disco: parole che “non fanno più male” , che “pesano come sassi”, che “rivestono” un corpo nuovo e che sono la punizione a cui si viene “appesi”. Di canzone in canzone, atmosfere e stati d’animo mutano. Ciò che rimane costante è un’attenzione rivolta a storie private e piccole. Qui sta forse la maggiore differenza rispetto al disco precedente: in “Fuochi fatui d’artificio” il senso dei pezzi arrivava soprattutto dai riferimenti a fatti e personaggi storici (da Wilma Montesi a Enrico Mattei, dallo tsunami alla DDR), “Il primo lunedì del mondo” lavora invece in senso contrario. Si parte dall’individuo, l’allargamento poi deve compierlo l’ascoltatore, se ne ha voglia. (www.rockit.it)

I VM meriterebbero la stessa fortuna di altri gruppi, a cui assomigliano solo superficialmente. Perché è vero che nella loro musica c’è la classica canzone italiana, ci sono arrangiamenti un po’ retrò. Però c’è un gusto musicale unico, c’è l’ironia di Simone Lenzi, che anche in questo album regala perle come: “Tornando a casa stasera troverete i bambini/dategli quella carezza del Papa/ma anche un calcio nel culo va bene/anche quello ogni tanto fa bene/come segno di amore sicuro di contatto e calore animale” (“La carezza del Papa”). Tanto per citarne una, perché le canzoni di questo disco sono zeppe di frasi fulminanti come queste. Poi c’è la consueta e sempre bella commistione di alto e basso, dalle citazioni di Sartre (“L’inferno sono gli altri”) all’elenco in inglese di “Frequent flyer”. Insomma, un altro colpo, un altro centro. Poi speriamo che questa volta qualcuno, oltre ai soliti noti, si accorga finalmente di loro. (www.rockol.it) (Rino De Cesare)

a cura di: Camillo “RADI@zioni” Fasulo

“RADI@zioni” è un programma curato da Camillo Fasulo, Marco Greco, Antonio Marra e Angelo De Luca, con la radio-attiva collaborazione di Rino De Cesare, Fernando Falcolini, Angelo Olive e Carmine Tateo, in onda tutti i lunedì e venerdì tra le ore 22 e le 24 sull’emittente radiofonica CiccioRiccio.it di Brindisi.

UAPP! dalla terra di Puglia!


Gli Uapp! nascono nel 2007 per uno scherzo della natura. Attualmente continuano a (soprav)vivere crescendo storti e isolati come una vegetazione selvatica, sensibile al vento e al tempo. Cosa c'entra di preciso la metafora della natura con una band di rock distorto è una cosa che gli stessi Uapp! non riescono a spiegare con le parole. Sta di fatto che essi sono la prova che, davvero, ogni forma di vita musicale può esistere ed autoprodursi, e questo, hanno detto, era anche la vera forza del punk! Ma, per loro stessa ammissione, confessano di non essere mai stati dei veri punk, ma contadini sì e pure poeti, così mentre curano il loro orticello, sporcandosi le mani di vita, provano ad arare un terreno musicale seminandoci dentro delle parole. Il risultato è quello che avrete davanti agli occhi e che vi risuonerà dentro le orecchie, né più e né meno, e loro, in un certo senso, ne vanno fieri perché, come tutte le cose che vengono dalla terra, è il frutto di duro lavoro e di (in)sana passione.
Gli Uapp! sono:
Angelo Olive – voce e testi;
Gianfelice Narducci – batteria;
Ignazio Ciatta – basso e cori;
Vincenzo Olive – chitarra.
L’eponimo disco d’esordio, uscito circa un anno fa, è un’autoproduzione ed è stato pubblicato per una piccolissima etichetta / non-etichetta assolutamente indipendente denominata, non a caso, “Autoproduzioni Bastarde”.
Cercateli sul web, li potrete trovare su myspace.com/uapp o inviando e-mail a infouapp@gmail.com

domenica 11 aprile 2010

ESSENZA live @ "El Rojo" di Alezio (LE)


La storica heavy rock band salentina degli ESSENZA, si esibirà il prossimo 16 aprile 2010, presso il live- pub "El Rojo" (Comune di Alezio, Lecce).

La band è attualmente impegnata nella promozione del cd "devil's breath", pubblicato da una etichetta indipendente olandese, la BigMud Records, e il loro ultimo videoclip è stato trasmesso in rotazione si Rock TV.

Durante la serata la band interpreterà classici dell'hard rock internazionale (Black Sabbath, Rainbow, AcDc,Metallica...) e presenterà estratti dalla propria discografia originale.

Aprirà la serata l'hard rock band, in stile settantiano, dei "Jailers",
NEWS
- nuovo video live: “rock ‘n’ roll blood” (Bari, 4/3/2010): http://www.youtube.com/watch?v=9Een9QohBgc
- il video-trailer del ROCK PRIDE FEST (Spongano, 15 maggio 2010): http://www.youtube.com/watch?v=d9a2zzNdAhs

Nuovo batterista per gli ASHRAM INSIDE

Nell'attesa del nuovo disco degli ASHRAM INSIDE, di cui è ancora ingnota la data di uscita, ecco arrivare il nuovo batterista della band, dopo l'abbandono del progetto da parte di Antonio Nuzzaci. Si tratta di Andrea Doria, che tutti ricorderanno dietro le pelli dei Kiss Of Death, storica band leccese. Per ulteriori dettagli visitate il myspace ufficiale degli ASHRAM INSIDE: www.myspace.com/ashramitaly
ora anche su Facebook!
BIT PROMOTION STAFF
www.myspace.com/bitpromotionbitpromotion@aruba.it

venerdì 9 aprile 2010

HORISONT: nuovi orizzonti per il doom svedese

HORISONT “Tva Sidor Av Horisonten” (Crusher, 2009)
www.myspace.com/horisont

Tracklist:
Nightrider
Just Ain't Right
High Time
Unseen
Oh, My Lord
Horisont Boogie
Den Röde
Visa Vägen
Tiggaren
Efter Min Pipa

Esiste, ed è un dato di fatto, una scuola svedese di doom, anzi, concedetemelo, di seventies hard rock, perché il caso di Horisont, ma anche Graveyard e Witchcraft, non riguarda solo il mondo del doom ma tutto l’attuale panorama del rock duro dal sapore passatista. Citavo, non a caso, Witchcraft e Graveyard, perché gli Horisont sono quasi un ponte fra i due gruppi, quasi l’anello di congiunzione fra due mondi vicini, ma piuttosto differenti. Gli Horisont prendono dai Witchcraft il calore dell’hard e le liquidità psichedeliche che li hanno resi celebri; dai Graveyard, invece, attingono a piene mani le atmosfere quadrate e profonde. Poi ci mettono del loro, virando tutto con uno spirito clamorosamente rock-blues. Il risultato, inutile dirlo, è di altissimo valore (Mario Ruggeri, da Rockerilla n° 352 – dicembre 2009).

Fin dall’incipit, “Nightrider”, ci si ritrova catapultati in quei fulgidi anni ’70, pre-punk e pre-new wave of british heavy metal. Una voce acuta, dalla timbrica simile a quella di Mr. Ozzy Osbourne, si fa avanti delineando però contorni poco netti, qualcosa di non perfettamente a fuoco o, se vogliamo, che non sembra di cosi facile catalogazione. Al secondo brano, “Just Ain’t Right”, il mistero si dipana. La band suona un hard rock ben congegnato e pulito, dove gli echi degli anni settanta si fanno sentire, senza però appesantire il songwriting che risulta agile e snello, anche se leggermente scolastico, ma è un peccato veniale, facile da perdonare. Strutture blues contaminate da massiccio hard rock con larghe aperture verso la melodia, supportata da un buon cantato. Non potrete, ad esempio, rimanere indifferenti di fronte a “The Unseen”, ottima cavalcata blues che richiama alla mente ancora una volta i Black Sabbath.
La solita Svezia riesce a sprigionare un’onda d’urto potente che si propaga fino al nuovo continente sposando il gusto per quei suoni caldi e torridi che tanto sarebbero tanto piaciuti anche ai fratelli Allman. Tradotto in musica quanto appena affermato, “Horisont Boogie” ne è un validissimo esempio. Un incontro fra due culture diverse ma ben amalgamate dalla proposta musicale di questo combo proveniente da Gotegorg (www.metallus.it).

Gli Horisont, oggi, si pongono come autentici outsider di lusso di un mondo che, da circa 30 anni, ma soprattutto negli ultimi tre, sta rivelando capacità non comuni per un genere che, in teoria, dovrebbe essere revivalistico e invece vibra e pulsa, più di tante correnti contemporanee… e, soprattutto, svela la sua infinita classe. Ho ascoltato e riascoltato “Tva Sidor Av Horisonten”, cercando di metabolizzare la sostanza Horisont, ma senza risultati: la loro esperienza musicale è un flusso ininterrotto di scariche elettriche e, come tale va accettato… e adorato! … perché è grandioso! (Mario Ruggeri, da Rockerilla n° 352 – dicembre 2009)

a cura di: Camillo “RADI@zioni” Fasulo

“RADI@zioni” è un programma curato da Camillo Fasulo, Marco Greco, Antonio Marra e Angelo De Luca, con la radio-attiva collaborazione di Rino De Cesare, Fernando Falcolini, Angelo Olive e Carmine Tateo, in onda tutti i lunedì e venerdì tra le ore 22 e le 24 sull’emittente radiofonica Ciccio Riccio di Brindisiwww.ciccioriccio.it.

GOOD SHOES: nessun futuro per il brit rock?

GOOD SHOES – “No Hope, No Future” (Brille, 2010)

I GOOD SHOES sono una delle tante band di brit rock che popolano il regno unito. In piedi ormai da ben 15 anni incidono ora un altro cd come è nel loro tipico stile…
Suonano un rock vagamente garage e molto nazionalista. Hanno fatto tutto in casa puntando su un budget veramente basso (appena 6 mila euro). Possiamo tranquillamente affermare che il lavoro sia pure ben riuscito. La loro musica oggi è una versione timida di Arctic Monkeys, Strokes e Libertines. Manca forse un po’ di coraggio ma, tutto sommato, il cd piace fin dal primo ascolto e scorre liscio senza tante sorprese.

(Carmine Tateo)

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