sabato 3 novembre 2012

TESTAMENT: non sono una promessa non mantenuta, sono soltanto una meravigliosa ma purtroppo ignoratissima realtà!

TESTAMENT “Dark Roots Of Earth” (Nuclear Blast, 2012) – www.testamentlegions.com

Tracklist:
1. Rise Up (ascolta: www.youtube.com/watch?v=LYpetFYWD8w)
2. Native Blood
3. Dark Roots Of Earth (ascolta: www.youtube.com/watch?v=qwdkmxDLFak)
4.
True American Hate (ascolta: www.youtube.com/watch?v=WAkpZ8ZENIs&feature=relmfu)
5. A Day In The Death
6. Cold Embrace
7. Man Kills Mankind
8. Throne Of Thorns (ascolta: www.youtube.com/watch?v=q4rRKmcmeZw&feature=relmfu)
9. Last Stand For Independence

Quattro lunghi anni sono passati dall’uscita di “The Formation Of Damnation”, l’album del ritorno sulle scene dei Testament in formazione quasi originale, con il reintegro del figliol prodigo Alex Skolnick e di Greg Christian, dopo circa nove anni dal precedente “The Gathering”. Una gestazione, allora, quasi interminabile e piuttosto snervante, che in parte si è ripetuta anche per il decimo full-length del combo statunitense, “Dark Roots Of Earth”: disco annunciato già dallo scorso anno e più volte rimandato (http://www.truemetal.it/reviews.php?op=albumreview&id=10903).
Senza dubbio i Testament sono una delle band più amate del classic thrash, forse solo un gradino sotto i più grandi e un nuovo album dopo ben quattro anni d’attesa è forse l’unica proposta musicale in grado di ravvivare l’attenzione del pubblico metal in un’annata tutto sommato abbastanza apatica. Presentato attraverso una lunga trafila promozionale, “Dark Roots Of Earth” è ora disponibile anche nel formato cd fisico nei negozi e dopo tanto penare poter ascoltare l’album intero ha quasi un effetto liberatorio. Il primo elemento a colpire è, senza discussione, la qualità straordinaria della produzione: pulita e martellante. In esso sarà possibile ritrovare tutti quegli elementi che rendono un disco thrash moderno e completo, fatto però conservando le caratteristiche tipiche della band e un fondo di orecchiabilità che non guasta mai. Come dire… un centro pieno! (http://www.metallus.it/recensioni/dark-roots-of-earth/).
Nelle nove tracce, tutte egregiamente arrangiate, troverete sia il caratteristico thrash degli esordi che parti semi-melodiche, ma anche frazioni death/groove: un caleidoscopio sonoro nel complesso gradevole. La prestazione dei singoli musicisti, poi, è da brividi, in particolare da applausi quella del corpulento Chuck Billy che ha dovuto dare fondo a tutte le sue doti canore passando dal growl di matrice death ad uno stile più melodico e malinconico e, soprattutto, è da incorniciare la micidiale prova alle pelli di Gene Hoglan (già con i Testament in passato) chiamato a sostituire il convalescente Paul Bostaph. “Dark Roots Of Earth”, dotato di un artwork molto bello curato da Eliran Kantor, è una delle release migliori uscite quest’anno in campo thrash, complice anche l’ottimo lavoro in sede di produzione svolto da Andy Sneap. Non presenta canzoni trascendentali (secondo me le migliori restano “Rise Up” e soprattutto “True American Hate”), ma si fa apprezzare dall’inizio alla fine (elemento non trascurabile se considero la noia che a tratti mi assale ascoltando gli ultimi lavori dei Megadeth o dei Fear Factory) (http://www.metallized.it/recensione.php?id=7467).
I Testament sono da sempre un oggetto di culto e una band che in fondo ha sbagliato poco, in maniera meno clamorosa rispetto ad altri celebri colleghi. Però in alcune fasi della carriera, sembrava una band che avesse realizzato un album d’esordio gigantesco e che non si fosse più ripetuta a quei livelli. Soprattutto nel periodo tra “Souls of Black” e “The Ritual”, albums tutto sommato di livello medio/scarso, con i quali il gruppo cercò di rinnovare la propria proposta e nello stesso tempo di aumentare la base dei fan. Non funzionò per niente e la risalita fu lenta e difficile, soprattutto in quegli anni dove la “flanella” ed il Death Metal lasciavano pochissimo spazio ad altro. Dopo l’esperimento di “Demonic”, la rinascita avvenne con un disco troppo bello per essere vero, suonato da una formazione da sogno: “The Gathering”. La malattia di Chuck Billy fermò di nuovo il processo di rinascita ma fortunatamente, dopo la guarigione del gigantesco cantante, il gruppo tornò in studio con una formazione stabile, praticamente quella degli esordi, con in più il micidiale Paul Bostaph alla batteria. Nuovo discone, ma di nuovo guai per la line-up con Bostaph fermo a causa di un infortunio. E passano altri quattro anni, ma finalmente ci siamo, “Dark Roots of Earth” è il disco che scioglie ogni dubbio: i Testament non sono una promessa non mantenuta, sono una meravigliosa ma purtroppo ignoratissima realtà! Un album da acquistare ed adorare senza dubbio alcuno, per uno dei gruppi che meglio ha saputo imparare dai propri errori. Insomma, bentornati, Testament! (http://rudeawakemetal.wordpress.com/2012/07/30/testament-dark-roots-of-earth/).
“RADI@zioni” è un programma curato da Camillo Fasulo, Marco Greco, Antonio Marra e Angelo De Luca, realizzato con la radi@ttiva collaborazione di Rino De Cesare, Angelo Olive, Mimmo Saponaro e Carmine Tateo, in onda tutti i lunedì e venerdì tra le ore 22 e le 24 sull’emittente radiofonica “Ciccio Riccio” (www.ciccioriccio.it) di Brindisi.


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