sabato 1 febbraio 2014

MOGWAI: un’emozione continua che scorre, pur senza grandi sorprese né esplosioni cosmiche


MOGWAI “Rave Tapes” (Rock Action/ Sub Pop, 2014) – www.mogwai.co.uk

Tracklist:
01. Heard About You Last Night
02. Simon Ferocious
03. Remurdered
04. Hexon Bogon
05. Repelish
06. Master Card
07. Deesh
08. Blues Hour
09. No Medicine For Regret
10. The Lord Is Out Of Control




Cosa può avere ancora da dire un gruppo come i Mogwai? Da almeno quattro album a questa parte, la domanda a caldo è sempre la stessa. C'è chi li vuole bolliti dai tempi di "Rock Action" (2001), chi li amerebbe qualsiasi cosa facessero e chi ancora si sbraccia facendo a gara sull'originalità con cui rinnegarli. Ma la domanda se la pongono tutti, indistintamente, vuoi per trovare la risposta più originale, vuoi per enfatizzare una convinzione, vuoi per provare a mettere alla prova il proprio gusto. E alla fine, com'è giusto che sia, ciascuno darà la propria personale risposta! Tutto qui, si potrebbe dire. Non fosse che alla tecnica, Stuart Braithwaite e soci aggiungono, ora più che mai, quel tocco che troppo spesso è mancato a molti dei comprimari del cosiddetto post-rock – definizione dalla quale la loro nuova via sonora ha definitivamente preso un ampio margine di distanza – e con quel loro particolare tocco hanno tirato fuori adesso l'ennesimo gioiello. Ed effettivamente viene un po' da chiedersi come facciano, a 17 anni pieni dallo spiazzante capolavoro con cui debuttarono, a continuare ad avere così tanto da dire.
I Mogwai sono esploratori musicali che ormai da anni si muovono agilmente tra i confini e le mille diramazioni di quel vasto universo chiamato post-rock, termine che loro odiano ma che definisce un genere a cui volenti o nolenti hanno dato un gran contributo. Molto è stato detto e scritto per elogiare questi ragazzi scozzesi, musicisti inesauribili, che quando non sono in tour si rinchiudono in studio per dar forma a quelle cavalcate a volte incalzanti, a volte sognanti, e che non stancano mai. Artisti veri, a tutto tondo, che amano le sfide e mettersi alla prova anche componendo colonne sonore (dal documentario “Zidane: A 21st Century Portrait” al recente, commovente commento sonoro alla serie tv francese “Les Revenants”, purtroppo ancora inedita in Italia).
Quelli dei Mogwai sono dischi dal sound sempre incredibilmente curato e dal packaging stellare, croce e delizia dei collezionisti più accaniti che non vedono l’ora di mettere le mani sulle famigerate e ricchissime deluxe edition. “Rave Tapes”, successore di “Hardcore Will Never Die But You Will” (l’ultimo “vero” album della band pubblicato nel 2011), li vede tornare a collaborare con l’amico e storico produttore Paul Savage, figura fondamentale nella loro evoluzione musicale. È un album che, e capita spesso con i lavori dei quintetto di Glasgow, trasporta in un’altra dimensione come pochi altri sanno fare. E allora non resta che lasciarsi andare e seguire la corrente, perché opporre resistenza è inutile… perché “Rave Tapes” è un album che va goduto fino in fondo, più che discusso. E allora facciamola breve dicendo solo che è un’emozione continua che scorre, pur senza grandi sorprese né esplosioni cosmiche.
Passano i decenni, però la qualità dei Mogwai resta. “Rave Tapes” è un esercizio di stile che preferisce la penombra alla luce del mezzogiorno, fatto di sfumature, dettagli, cambiamenti minimi ma significativi che rendono le canzoni a volte simili al passato ma mai completamente uguali a sé stesse. Come in un paesaggio caro e familiare, come in un quadro di Bosch che guarderesti per ore: ci vuole tempo per coglierne e apprezzarne a dovere le differenze, i particolari. Tempo ben speso, però!
“RADI@zioni/N.R.G.” è un programma ideato da Camillo Fasulo e realizzato con la radi@ttiva collaborazione di Gabriella Trastevere, Mimmo Saponaro e Carmine Tateo, in onda tutti i lunedì tra le ore 22 e le 24 sull’emittente radiofonica “Ciccio Riccio” (www.ciccioriccio.it) di Brindisi.


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