sabato 5 ottobre 2013

BLACK SABBATH: La band inglese è tornata per ricordare a tutti da dove arriva l’heavy metal!

BLACK SABBATH “13” (Vertigo, 2013) – www.blacksabbath.com

Tracklist:
01. End Of The Beginning (guarda/ascolta: http://youtu.be/sjFiOxSHHmo)
02. God Is Dead?
03. Loner
04. Zeitgeist
05. Age Of Reason
06. Live Forever (guarda/ascolta: http://youtu.be/ppI1nqZxPTQ)
07. Damaged Soul (guarda/ascolta: http://youtu.be/A3dstAb3Jvo)
08. Dear Father (guarda/ascolta: http://youtu.be/mUOqthlpCXs)

I padri fondatori dell’heavy metal ritornano con il primo disco da studio cantato da Ozzy da 35 anni a questa parte.
“13” comincia, com’è giusto che sia, con un possente riff: “End of the beginning” è praticamente la rivisitazione di “Black Sabbath”, la auto-intitolata canzone manifesto del primo eponimo album della band di Birmingham, Anno Domini 1970, solo che qui siamo nel 2013!
Se la sono giocata bene anche questa volta, i Black Sabbath. In mezzo a tutta la cieca adorazione di cui gode questa band ci si scorda che ogni album realizzato dall’originale quartetto aveva una sua precisa particolarità. “Black Sabbath”, l’esordio, era a dir poco sorprendente con il suo stile quasi blues; “Paranoid” oscillava da un polo emotivo all’altro; “Master Of Reality” era una iniezione di sangue alla testa mentre “Vol. 4” rappresentava la successiva e inevitabile fase calante tipica di un tossico; “Sabbath Bloody Sabbath” era sperimentale, “Sabotage” un grande esercizio psico-mentale. Persino “Technical Ecstasy” e “Never Say Die” erano diversi. Non necessariamente per forza “buoni”, ma diversi. E qui sta il punto: “13” ha un altro sound rispetto a tutti questi lavori, ma ha un “trade mark”, un marchio di fabbrica che solo gli originali Sabbath possiedono, e non ci sono cloni né epigoni che tengano!
Ovviamente gli originali Black Sabbath non sono al completo. A questo banchetto manca l’originale batterista Bill Ward. E se vi starete chiedendo se la sua mancanza si avverta sul disco … La risposta è “sì”! Manca quella ritmica così tipica ma anche così folle di Bill. E lo stesso discorso vale anche, a volerci prestare attenzione, per la produzione affidata a Rick Rubin: fin troppo precisa e rifinita. Un po’ di sano caos, in tutto quest’ordine, non avrebbe guastato. Comunque, quello che è fatto è fatto. “13” non sarà bello come i primi sei dischi dei Sabbath (quelli con Ozzy Osbourne, per intenderci!), ma è mille volte meglio di gran parte di ciò che è venuto dopo, e molto più di quello che ci si sarebbe aspettati da tre uomini in età da pensione e che non hanno più nulla da dimostrare.
… E alla fine il cerchio si chiude! La possente traccia che conclude l’album termina con un rabbrividente rombo di tuono, il suono di una campana “a morto” e il rumore di una tempesta che si avvicina. Gli stessi minacciosi suoni che aprivano il loro leggendario album di debutto, ormai una vita fa! E questa non è, ovviamente, una coincidenza!
“13” è stato uno dei ritorni più attesi dell’anno ed è stato progettato con una precisione quasi scientifica. Non è assolutamente una cosa fatta tanto per. E poi che il disco suoni inequivocabilmente come un Black Sabbath d’annata, condizioni meteo comprese, non è una sorpresa, ma potrebbe esserlo il fatto che sia anche così dannatamente buono! E se dovesse, per davvero, rivelarsi il loro ultimo disco (e le condizioni di salute dei componenti, comprese alcune non trascurabili rivelazioni rilasciate alla stampa e presenti su questo disco, suggeriscono che l’ipotesi sia tutt’altro che remota), allora non c’è alcun dubbio che sia il miglior modo per chiudere questo “magico cerchio”!
(“Classic Rock Lifestyle” N° 009 / Agosto 2013, pagg. 122-123)
“RADI@zioni/N.R.G.” è un programma ideato da Camillo Fasulo e realizzato con la radi@ttiva collaborazione di Gabriella Trastevere, Mimmo Saponaro e Carmine Tateo, in onda tutti i lunedì tra le ore 22 e le 24 sull’emittente radiofonica “Ciccio Riccio” (www.ciccioriccio.it) di Brindisi.


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