venerdì 20 gennaio 2012

PAIN OF SALVATION: reinventarsi sulla "via del sale" con un pizzico di blues, di psychedelia e di hard rock appena contaminato dal progressive

PAIN OF SALVATION “Road Salt Two” (Inside Out, 2011) – www.painofsalvation.com

Tracklist:
01. Road Salt Theme
02. Softly She Cries (VIDEO)
03. Conditioned (VIDEO)
04. Healing Now
05. To The Shoreline (VIDEO)
06. Break Darling Break (extra track)
07. Eleven (VIDEO)
08. 1979
09. Of Salt (extra track)
10. The Deeper Cut
11. Mortar Grind
12. Through The Distance
13. The Physics Of Gridlock
14. End Credits

Continua il viaggio negli anni 70 da parte di Daniel Gildenlöw e soci in quella che sembra proprio essere la nuova vita della band. Se con “Road Salt One” nel 2010 i Pain Of Salvation hanno iniziato a ricostruire il proprio sound e per farlo hanno dovuto ricominciare dal primo mattone, con “Road Salt Two” (composto contemporaneamente al precedente ma pubblicato nel 2011) i Nostri aggiungono un po’ di sovrastruttura, sempre restando su coordinate squisitamente vintage. Questo nuovo capitolo è un po’ più oscuro e sicuramente più blues del precedente pur continuando a giocare con psichedelia e rock duro e cercando di mantenere più o meno a freno una sorta di grezza energia primitiva.
Il lavoro ha un andamento molto cinematografico, si apre (e si chiude) con una breve orchestrazione dal sapore indo-cinese, per poi lasciare spazio alle distorsioni cupe e roche di “Softly She Cries”. Il riff portante, se solo fosse stato ribassato di un paio di ottave e ingrassato a dovere, potrebbe essere scappato dalla penna di Tony Iommi e, come se non bastasse, lo spettro del baffuto dinosauro emerge in altri frangenti come in “Eleven” o in “Conditioned” (che oltre ad essere un collegamento con la “Linoleum” del precedente capitolo, è un’evidente rivisitazione della “Supernaut” di sabbathiana memoria).
Le sorprese sono ovviamente dietro l’angolo, vi stupirete infatti trovandovi in mezzo a “Healing Now” intrisa com’è della vena folk degli Zeppelin, o alla morriconiana “To The Shoreline” o a “Through The Distance”, che in qualche modo ci ha ricordato la Cinematic Orchestra di “Ma Fleur”.
Il disco “nero” non ha quindi nulla da invidiare al gemello “bianco” cui è legato indissolubilmente. Di conseguenza se lo avete apprezzato, allora “Road Salt Two” sarà il benvenuto, altrimenti evitatelo. A questo punto della storia dei Pain Of Salvation c’è un fatto incontrovertibile da considerare: Daniel Gildenlöw sembra voler puntualizzare, tramite questi lavori, che si è stufato del metal progressivo e molto probabilmente del metallo in generale. Se volete ancora quelle sonorità, è meglio che cerchiate nel passato della band piuttosto che nel presente e, probabilmente, nel futuro. Per la cronaca, Pain Of Salvation sono in giro fin dalla seconda metà degli anni ’90 del secolo scorso ed hanno all’attivo poco meno di una decina di lavori ufficiali, se escludiamo un paio di raccolte dal vivo su cd e dvd. E se poi siete degli estimatori del genere, consiglio spassionatamente di procurarvi il bellissimo “One Hour By The Concrete Lake” (1998): straordinario album di purissimo progressive metal da affiancare alle opere migliori dei Rush, dei Dream Theater o dei grandissimi e sottovalutatissimi Fates Warning. Per chi scrive, i due più recenti “Road Salt”, parte 1ª e parte 2ª, rappresentano comunque uno degli apici compositivi dei Pain Of Salvation, capaci di reinventare il proprio sound in qualcosa di completamente diverso dal loro medesimo recente passato, ma non per questo meno intrigante. (http://www.outune.net/dischi/medium/pain-of-salvation-road-salt-two/33711)
“RADI@zioni” è un programma curato da Camillo Fasulo, Marco Greco, Antonio Marra e Angelo De Luca, con la radi@ttiva collaborazione di Rino De Cesare, Angelo Olive, Mimmo Saponaro e Carmine Tateo, in onda tutti i lunedì e venerdì tra le ore 22 e le 24 sull’emittente radiofonica Ciccio Riccio di Brindisi – www.ciccioriccio.it.


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