sabato 20 luglio 2013

Lee Dorrian celebra il funerale dei suoi Cathedral ma state ben certi che l'eredità non andrà perduta!

CATHEDRAL “The Last Spire” (Rise Above, 2013) – www.cathedralcoven.com

Tracklist:
1. Entrance to Hell (guarda/ascolta: http://youtu.be/ttPAV2yyGOE)
2. Pallbearer (guarda/ascolta: http://youtu.be/xE72jyGzZGY)
3. Cathedral of the Damned (guarda/ascolta: http://youtu.be/hr5lJxNvoyM)
4. Tower of Silence (guarda/ascolta: http://youtu.be/o7v8KZZBeKE)
5. Infestation of Grey Death (guarda/ascolta: http://youtu.be/2QarbVSntu8)
6. An Observation (guarda/ascolta: http://youtu.be/yNvrIsNK3aU)
7. The Last Laugh (guarda/ascolta: http://youtu.be/fxMZpLzlT_8)
8. This Body, Thy Tomb (guarda/ascolta: http://youtu.be/8mBfOg4pv8U)

Il lungo addio!
Dopo 23 anni di carriera la band di Coventry si congeda con “The Last Spire”, il decimo studio album, pubblicato dalla Rise Above Records, l'etichetta di cui è proprietario lo stesso leader del gruppo. La campana a morto i Cathedral se la suonano da sé e sembrano pure parecchio orgogliosi di ascoltarne i sinistri rintocchi in “The Last Spire”, praticamente l'album-epitaffio uscito a fine aprile. Tra i tanti eredi dei Black Sabbath (veri o soltanto presunti), i Cathedral sono certamente i più credibili. In 23 anni di carriera hanno consolidato la fama di band seminale del doom metal, sicuramente uno dei picchi più altri del rock così come lo conosciamo, e adesso consumano l'atto definitivo di un lungo addio, annunciato addirittura tre anni fa. “L'ultima guglia della Cattedrale” - il titolo è programmatico - si affaccia sul versante ruvido dei suoni pesanti, rallentati, ossessivi. Cupi e inesorabili. D'altronde sono davvero questi i dogmi del doom metal, la cifra stilistica sparsa sul sentiero del rock rumoroso che attraversa più dei suoi 40 anni di storia e si snoda idealmente dai Black Sabbath di Ozzy Osbourne e Tony Iommi fino allo sperimentalismo radicale dei giorni nostri espresso da gente come, ad esempio, i Sunn O)), senza contare numerosi altri oscuri e potenti precursori come Pentagram, Trouble e Sleep e tanti altri recenti epigoni come Electric Wizard, Witchcraft, Orchid e Grand Magus, tra gli altri.
L'immaginario oscuro raccontato dai Cathedral appartiene ormai alla grande antologia del rock, tra lampi potenti di heavy metal britannico e hard rock anni ’70, schegge di folk psichedelico e prog, rasoiate di hardcore e crust punk rimescolati strategicamente nel magma doom e stoner rock. Proprio ciò che accade in “The Last Spire” dove con il fondatore Dorrian suonano il fido chitarrista e coproduttore Garry Jennings, Scott Carlson al basso, Brian Dixon dietro piatti e tamburi, più David Moore alle tastiere (Hammond, mellotron, moog e synths).
Il video del singolo “Tower of Silence”, dove le immagini della band davanti al muro degli amplificatori Marshall si incrociano con le suggestioni degli archetipi cimiteriali dell'horror, rende bene il senso di una fine imminente. Un funerale che i Cathedral accolgono come una liberazione, come ammette lo stesso Dorrian: “Il nostro funerale è stato un procedimento lungo ma gratificante. La scelta di chiudere la storia della band è stata dolorosa e però in cuor nostro sapevamo che era la cosa giusta da fare”. (www.repubblica.it/spettacoli/musica/2013/04/22/news/lee_dorrian_celebra_il_funerale_dei_cathedral_ma_l_eredit_dei_black_sabbath_non_perduta-56406834/).
“The Last Spire” rappresenta quindi la parola “fine” per i Cathedral, una tra le principali band europee ad avere saputo influenzare in maniera determinante l’evoluzione di un genere difficile, pesante e monolitico come il doom. Un genere che nella sua lentezza di fondo nasconde spesso spunti interessanti e acide innovazioni, evidenziate dai ragazzi di Coventry già ai tempi del debutto “Forest of Equilibrium”, annata ’91. Dall’importante successo dell’epoca fino ad oggi, i Cathedral hanno alternato album interessanti ad altri più indecisi, comunque diversi tra loro e figli di una naturale tendenza all’originalità, aspetto che in “The Last Spire” trova volutamente meno spazio a servizio di una maggiore linearità d’impostazione. Un addio alle scene fatto quindi di certezze doom, di ricordi e di tutta l’esperienza accumulata in oltre vent’anni di onorata carriera (www.radiolombardia.it/rl/linearock/blog.do;jsessionid=B7089B7E987497BA56945D714F1AF7BC.w02?id=128). Lee Dorian stesso descrive il nuovo disco come “l’album che ho aspettato di realizzare fin da dopo il debutto. È come aver registrato il nostro secondo album per ultimo. Non mi sono mai piaciuti i lieto-fine e ho voluto chiudere il cerchio nel modo in cui ho sempre voluto” (www.trovacd.it/b_0.asp?CC=93280). Certo, non sarebbe la prima volta che un artista si rimangi la parola data, ma sia dalle loro dichiarazioni che dai dettagli – tra cui la copertina, che richiama il loro primissimo ep, quasi a chiusura di un cerchio – si evince che ci troviamo davvero davanti al loro ultimo lavoro (www.silentscreamzine.com/ReviewShow.asp?ReviewsID=9000). Resteranno, a ricordo per i posteri, gli album di una band sensazionale che all’accanimento discografico ha preferito l’eutanasia di “The Last Spire”. E, per i Cathedral, morte più “dolce” non poteva esserci (http://www.magmusic.it/2013/05/23/cathedral-the-last-spire/). E non si risparmiano i Cathedral per questo loro ultimo viaggio. Rivisitano tutto lo scibile della musica heavy e progressive e si affacciano oltre. La loro missione è terminata, ma quello che hanno fatto rimarrà scolpito nella storia del rock (Rumore #255, aprile 2013).
“RADI@zioni/N.R.G.” è un programma ideato da Camillo Fasulo e realizzato con la radi@ttiva collaborazione di Gabriella Trastevere, Mimmo Saponaro e Carmine Tateo, in onda tutti i lunedì tra le ore 22 e le 24 sull’emittente radiofonica “Ciccio Riccio” (www.ciccioriccio.it) di Brindisi.



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