domenica 29 novembre 2009

MARK KNOPFLER - Nuova uscita da solista

MARK KNOPFLER “Get Lucky” (Mercury, 2009)
www.markknopfler.com

Tracklist:
01. Border River
02. Hard Shoulder
03. You Can’t Beat The House
04. Before Gas And TV
05. Monteleone
06. Cleaning My Gun
07. The Car Was The One
08. Remembrance Day
0
9. Get Lucky
10. So Far From The Clyde
11. Piper To The End

Ad ogni uscita discografica solista di Mark Knopfler il paragone con il passato dei Dire Straits è sempre dietro l’angolo. Ed è un vero peccato, poiché ciò ha finito per offuscare immeritatamente una carriera solista di tutto rispetto e costruita con grande mestiere. Carriera che di recente si è arricchita di un nuovo capitolo: “Get Lucky”, il nuovo album solista del mitico chitarrista di Glasgow. Lungo l’arco di 11 tracce si dipana un filo che narra di un passato che è presenza vitale. Un passato costruito non sui trascorsi artistici di Knopfler, bensì sulla sua formazione musicale, edificata su basi che parlano la lingua del blues, il vocabolario del folk e la sintassi del country. La riscoperta delle radici non è una novità. Tutti i suoi precedenti lavori sono intrisi di un amore viscerale per il country e per il blues. Un viaggio che, dall’America più rurale ed autentica, lo ha portato a risalire alle radici celtiche, ricercando l’origine primordiale dei suoni: dal delta del Mississippi, passando per Nashville, sino a giungere alle Highlands (Riccardo Renda, italianotizie.it).
In concerto continuano a chiedergli “Sultans of swing” e “Romeo and Juliet”, “Money for nothing” e “Walk of life”. Lui acconsente, ma è chiaro che ormai abita altrove, in un mondo sfuocato e color seppia come una fotografia di inizi '900, nostalgico e in chiaroscuro come un film in bianco e nero. È ormai diventato uno dei migliori cantastorie della musica moderna, Knopfler, e da anni si toglie il gusto di raccontare quel che gli sta a cuore, piccole storie che non perdono mai di vista la prospettiva storica e un senso più universale, la percezione della fatica quotidiana e del tempo che passa (Alfredo Marziano, rockol.it).
Se c'è un musicista che ha fatto della coerenza artistica un valore, quello è Mark Knopfler: se ne frega di chi e lo vorrebbe ancora una volta riunito agli
Straits proponendogli somme indicibili; non si cura di chi brontola che dovrebbe suonare più chitarra nei dischi; se ne infischia di chi lo ritiene datato e poco radiofonico. Ciò che più conta è che Mark Knopfler, nel 2009, abbia sfornato il suo miglior disco solista (insieme a “Golden Heart” del '96 e “Sailing To Philadelphia” del 2000). E non importa se qua e là riemergono passaggi musicali evidentemente identici a qualcosa di già fatto o se alcune strofe, atmosfere e melodie ricalcano altre “vecchie” canzoni. Perché in fondo si tratta di autoplagi: bazzecole per uno che a 60 anni fa un disco così. Un consiglio: “Get Lucky” va ascoltato e riascoltato senza fretta, non nell'i-Pod ma nello stereo, magari la sera con un buon bicchiere di vino. Sarà un autunno più dolce (Simone Vaga, delrock.it).

Nota: i commenti sopra riportati sono stati liberamente tratti dalla stampa musicale specializzata e da vari siti web da Rino De Cesare.

A cura di Camillo “RADI@zioni” Fasulo

“RADI@zioni” è un programma ideato, scritto e realizzato da Camillo Fasulo & Marco Greco, con la radio-@ttiva collaborazione di Rino De Cesare, Angelo De Luca, Fernando Falcolini, Antonio Marra, Angelo Olive e Carmine Tateo, in onda tutti i lunedì e venerdì dalle ore 22 alle 24 sull’emittente radiofonica CICCIO RICCIO di Brindisi – www.ciccioriccio.it.

clic to cover e sei in videoclip

mercoledì 25 novembre 2009

New electronic pop per THE XX

XX - "XX" (Young Turks/XL, 2009)

Scelti da Carmine Tateo tra i “Dischi Hot”, ovvero tra quelli più ascoltati del momento, ecco The XX, giovane band inglese, annunciata come la nuova rivelazione del mondo indie-wave inglese. Forse ci troviamo di fronte ad una vera e propria corrente musicale, sta di fatto che la band a nome XX è l’ennesima riprova di come il pop elettronico stia assumendo uno stile ben definito… ma bastano, comunque, pochi elementi per costruire un disco con un suono incontaminato come questo. Due voci impastate, dal piglio narcolettico, un basso che pulsa a battuta lenta ed ostinata, una chitarra che compare qua e là e, talvolta, qualche intrusione di batteria, fanno diventare il pop degli XX uno dei più semplici ed orecchiabili. Ne potrete prendere le distanze se non gradite la formula ma state ben sicuri che questo sarà un disco difficile da ignorare, proprio per la sua semplicità. Potrebbe aprire scenari su cui altri potranno cominciare a costruire!

venerdì 20 novembre 2009

Il nuovo CHURCH OF MISERY è DISCO DELLA SETTIMANA

CHURCH OF MISERY “Houses Of The Unholy” (Rise Above/Audioglobe, 2009)
www.churchofmisery.net

TRACKLIST:
1. El Padrino (Adolfo De Jesus Constanzo)
2. Shotgun Boogie (James Oliver Huberty)
3. The Gray Man (Albert Fish)
4. Blood Sucking Freak (Richard Trenton Chase)
5. Master Heartache
6. Born to Raise Hell (Richard Speck)
7. Badlands (Charles Starkweather & Caril Fugate)

Ecco, finalmente, il terzo album dei Church Of Misery, una delle cult-band più seguite del nuovo millennio. Provengono dal Giappone, hanno per anni lavorato nell’underground più profondo ed hanno, finalmente, un proprio disco effettivamente distribuito grazie all’etichetta inglese Rise Above (www.audioglobe.it). Sono immersi, fino al collo, negli anni ’70 (si noti anche nel titolo una chiara allusione zeppeliniana) e tuttavia, dovendone descrivere la proposta, è quasi d’obbligo tirare in ballo certe sonorità "valvolari", legate al doom metal, ovvero al suono dei primissimi Black Sabbath, quelli del periodo Osbourne, per intenderci.
Gli anni passano eppure loro continuano indefessi per la loro strada lastricata di distorsioni super-sature. Certe vie si percorrono solo in un senso ed i Church Of Misery non si fermano certo a metà percorso. Se da un lato si nota, quindi, una certa immobilità compositiva, dall’altro non si può non notare che un disco come questo rappresenti, senza dubbio, la risposta a tutte le preghiere di ogni sincero appassionato del genere, perché è concepito con un trasporto fuori dal comune e con sincera passione al punto che, quando una band sa fare così bene il suo mestiere, sembrerebbe quasi di fargli un torto chiedendogli di evolvere verso qualcosa di diverso (www.kronic.it).
Dopo l'entrata in line-up dell'incendiario chitarrista Tom Sutton (l’unico nel quartetto a non essere originario del paese del sol levante), ma soprattutto dopo il ritorno nella band del vocalist Yoshiaki Negishi, il nuovo full-length dei Church Of Misery non poteva che rivelarsi uno dei lavori più riusciti, coinvolgenti e personali della loro discografia. Nonostante il netto rifiuto d’esser etichettati "stoner", preferendo essere inquadrati nel filone "doom", l'album è ancora una volta abbastanza lontano dai territori del doom tradizionale, dal quale non riprende che qualche riff e, casomai, si limita ad offrirne una versione aggiornata ai tempi odierni (www.rockline.it). Ad "ingentilire" la proposta c'è pure un concept lirico, ovvero un’accurata disamina su alcuni dei più spietati serial killers della storia americana, a ognuno dei quali è riservata una specifica song del disco. Insomma, non stiamo parlando di quattro teenagers sprovveduti, viziati e annoiati dalla tv, ma di strumentisti di provata esperienza e con molte frecce al proprio arco: acid metal, psichedelia, effetti wah wah sulle chitarre e un sound viscerale, oltremodo sporco e grezzo, tanto da chiamare in causa lo sludge-core degli High On Fire, o semplicemente il blues rozzo e maleducato dei Blue Cheer (www.benzoworld.it).

a cura di: Camillo “RADI@zioni” Fasulo

“RADI@zioni” è un programma ideato, scritto e realizzato da Camillo Fasulo & Marco Greco, con la radio-attiva collaborazione di Rino De Cesare, Angelo De Luca, Fernando Falcolini, Antonio Marra, Angelo Olive e Carmine Tateo, in onda tutti i lunedì e venerdì dalle ore 22 alle 24 sull’emittente radiofonica CICCIO RICCIO di Brindisi – www.ciccioriccio.it.

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